VU METERS
Progressiva “tensione liquida”, tecnicismi degni di plauso per un’autoproduzione, quella dei Vu Meters, che si apre al dark solo nel titolo.
“Dark City”, appunto, è l’effetto della collaborazione di tre musicisti esperti, che diversamente nell’esecuzione lascerebbero pensare ad una band ben più numerosa, dai nomi già noti ai più: Ugo Vantini, Stefano Pontani e Fabrizio Santoro. Il progetto, avviato durante lo scorso anno (2007), sforna sei composizioni naturalmente interamente strumentali, la cui forza deriva sicuramente, oltre che dalla perfezione musicale dei componenti del gruppo, anche- e soprattutto- dalle singole personalità.
Rimbombano influenze che catapultano alla storica chitarra fondatrice dei King Crimson, ai ragazzi degli States ed a Mike Portnoy per la batteria ( The true size of life). L’atmosfera iniziale di Swarm Intelligence, omaggia gli Ozric Tentacles, poi, immerge i suoni in un ambiente di progressive psichedelico. Varrebbero ripetizioni di questo genere per ogni brano. Inutile ogni forma di tautologia. Esemplari nel genere.
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Claudia Gorgoglione
claudiagorgoglione 12 giugno 2008 Archiviato in Recensioni | Nessun Commento »

