Pronto Chi Kanta? Live Contest, vincono i Telanera

I Vincitori del Pronto Chi Kanta? Live Contest tenutosi il 22 Dicembre presso L’Aran Pub di Roma sono i TELANERA, gruppo romano formatosi nel 2007.

Radiostar ha voluto conoscerli meglio.

TELA

  • Come siete venuti a conoscenza dell’ esistenza del Pronto chi kanta? Live contest?

Abbiamo deciso di partecipare dopo aver conosciuto Dejan su myspace. In uno scambio di
mail Dejan ci parlato della possibilità di fare questo contest.

  • Perché avete deciso di partecipare? Pensavate di poter vincere?

La nostra passione per il palco ci ha portati ad accettare. Ogni occasione di far sentire la nostra musica la cogliamo al volo!

Alla vittoria sinceramente non abbiamo mai pensato, lo scopo era quello di divertirci e di ascoltare le persone presenti per sapere cosa ne pensassero delle nostre canzoni. Quando Dejan ha fatto il nostro nome è stata una piacevole sorpresa!

  • Quando è partito il vostro progetto musicale?

Il nostro progetto è nato alla fine del 2007 da me, Gianluca e da Claudio Cherubini (autore della maggior parte dei
nostri testi). Il nostro vecchio gruppo si era sciolto da poco, ma la nostra vena compositiva non si fermava; così abbiamo deciso formarne un altro e ci siamo messi in cerca di altri musicisti. Si è subito aggiunto Patrizio al basso, ma il più difficile da trovare è stato decisamente il batterista; ne abbiamo provati un bel po’ prima di trovare Alessandro. Appena nata la nuova formazione abbiamo avuto subito la possibilità di fare un paio di concerti. Ci siamo buttati e da allora cerchiamo di non fermarci mai!

  • Per quale motivo avete deciso di farvi chiamare “ TELANERA”?

Il nome è stato Gianluca a proporlo ma in realtà non ha un significato preciso, volevamo un nome italiano e che suonasse bene. Telanera ci sembrava abbastanza musicale e subito dopo il nome è nato il logo di cui ci siamo innamorati! A quel punto guai a cambiare!

  • A quale genere musicale ritenete di appartenere?

Il nostro è Rock! Non credo ci siano altre parole per chiamarlo. Il bello è che ognuno viene da esperienze
abbastanza diverse le une dalle altre (tranne io e Gianluca che suonavamo nello stesso gruppo anche prima). I nostri background sono abbastanza differenti ma suonando ci siamo accorti che si intrecciavano
bene insieme. Nelle nostre canzoni è possibile scovare sonorità hard-rock, blues e anche funk-rock. Comunque cerchiamo sempre di dare una certa importanza soprattutto alla componente melodica. Sai siamo in Italia….

  • Chi scrive i testi delle vostre canzoni?

La maggior parte dei nostri testi li scrive Claudio Cherubini. Una collaborazione che va avanti da molti anni sempre con lo stesso entusiasmo!

  • Nei vostri brani vi piace sperimentare o preferite rimanere ancorati ad un genere?

Sono nati molti brani che si scostano dal genere (per esempio con elementi di elettronica più presenti) alcuni li
proponiamo altri forse sono ancora un po’ troppo “diversi”. Credo che quando si è all’inizio come noi prima di sperimentare troppo sia comunque importante creare una sonorità ed un’identità riconoscibile.
Poi una volta raggiunto un obbiettivo si cominciano a provare cose nuove.

  • Avete riscontrato difficoltà nel vostro percorso artistico? Secondo voi cosa si deve fare per ottenere successo in Italia?

Le difficoltà sono dietro l’angolo! Ci siamo trovati davanti a produttori o agenzie che ci promettevano l’America e poi sparivano!
Credo che questo mondo non stia attraversando un periodo felicissimo! La crisi ha colpito anche le grandi etichette che magari invece di puntare (e quindi rischiare) su artisti emergenti vanno sempre sul
sicuro.
Inoltre si cerca il tutto e subito, cercare la notorietà con il primo pezzo invece di farsi apprezzare col tempo, magari con un album. Puntare più sulle suonerie dei cellulari che sui dischi!

D’altro canto è anche vero che grazie a internet e ai social network è più facile farsi ascoltare un po’ da tutti. L’importante è andare avanti con passione. Se ce l’hai e riesci anche a trasmetterla alla fine da
qualche parte arrivi. A noi Telanera dateci un palco e ci fate felici!!!

  • Cosa ne pensate dei talent show? Avete mai preso in considerazione l’ipotesi di partecipare ad uno di questi?

Noi ci riteniamo soprattutto una band dal vivo. Dobbiamo vivere il palco per rendere davvero. Non abbiamo mai preso in considerazione l’idea di partecipare a nessun reality. Realtà come X-Factor non credo proprio facciano al caso nostro!

Live

Sante Alagia

GRANDE RITORNO – intervista a Marie Claire D’Ubaldo

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E’ tornata, il 04 Dicembre 2009, a farsi sentire l’artista Marie Claire D’Ubaldo con il suo nuovo album “Songwriting & Duets”.

La cantante argentina, diventata famosa negli anni 90 per il successo “The Rhythm Is Magic” (colonna sonora del film Il Ciclone), ci propone una raccolta di duetti e di brani inediti con musiche soavi e tematiche importanti.

Ringraziamo Marie Claire D’Ubaldo per la grande disponibilità e per l’ intervista che ci ha concesso, è stato un piacere nonché un onore per noi di Radiostar, considerato che parliamo di una grande Artista ma soprattutto di una grande donna.

1) Il 04 Dicembre esce il nuovo album “ Songwriting & Duets”. Dopo molti anni dall’uscita del successo “Rhythm is Magic”, ritroviamo nuovamente il brano in questa  raccolta, come nasce l’idea di riproporlo?

È stata un’idea del mio produttore Marco Pollini, ed era ora di sentire una nuova versione fatta

Da me . . parecchi artisti hanno cercato di rifarla ma a mio parere senza riuscirci completamente

Per questa nuova versione abbiamo usato un beat che stà a metà tra raggaton e latin dance.. ed è uscita una bella cosa.

2) È gia in circolazione il brano “Il segreto del ritmo”, che ti vede protagonista di un duetto con Lola Ponce, come è stato lavorare insieme??

Bellissimo, Lola è una grande persona, anche se abbiamo lavorato a distanza, è una donna latina in tutti i sensi e una grande lavoratrice . .

3) C’è molta attesa per l’uscita di questo nuovo album, quali sono le vostre aspettative?

Purtroppo il mercato è cambiato parecchio in questi anni . . non abbiamo grandi aspettative me c auguriamo che il disco piaccia sia in Italia sia in altri paesi dove uscirà

4) Tutti sappiamo che oltre ad essere una bravissima cantante, sei anche un’ottima compositrice, hai scritto in questi anni diversi brani per grandi artisti, tra i tanti ricordiamo Celine Dion ed Enrique Iglesias,  come vive il ritorno in prima persona sul “palcoscenico”?

E’ una cosa che non volevo fare, ho un bambino piccolo e sono molto occupata come madre, ma

Con molto coraggio ho deciso di rimettermi in gioco.

5) Gli inediti presenti nell’album, sono il frutto delle ricerche di questi anni, di esperienze vissute oppure sono idee ripescate dal passato?

Si , sono le esperienze del presente e ci tengo in particolare a “lay down your arms” e a “don’t suffer” dove parlo della violenza sulle donne.

6) Cosa è cambiato nel mondo della musica dagli anni 90 ad oggi?

Tutto e niente.

7) Tanti giovani coltivano il sogno di diventare grandi artisti nel mondo della musica, di raggiungere il successo, che cosa sente di consigliare a questi ragazzi?

Consiglio di continuare a crederci e di studiare e prepararsi seriamente, ci vuole preparazione per fare bene questo lavoro.

Un saluto e un bacio a tutti

Mc

Sabrina Carlomagno

Casa Sanremo Sound Check

Sei un cantautore? un interprete? hai una band?

Il consorzio Gruppo Eventi indice la prima edizione della Rassegna ” Casa Sanremo Sound Check”. Evento di Talent Scouting e promozione della musica emergente italiana.

” Casa Sanremo Sound Check ” è un evento di CASA SANREMO 2010, l’evento collaterale più importante del Festival della Canzone Italiana, giunto quest’anno alla sua terza edizione.

Lo scopo principale della manifestazione è di scoprire i nuovi talenti della musica italiana e fornire loro gli strumenti per entrare in contatto con il mondo discografico nazionale

L’iscrizione a Sound Check è totalmente gratuita.

Regolamento e info:  http://www.casasanremo.it/casasanremo_soundcheck2010.pdf

Direttore Artistico: ANTONIO DEODATI

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Redazione 22 gennaio 2010 Archiviato in News, RadioblogNews, RadiostarTV, Redazione | Nessun Commento »

Pronto chi Kanta? live Contest. Vincono i ” Magneti”

I vincitori del Pronto chi Kanta? Live Contest tenutosi il 10 Dicembre 2009 presso l’ Aran Pub di Roma sono i MAGNETI.

Radiostar ha voluto intervistare Carlo Suppressa, detto Suppre, leader del gruppo.

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  • Perché avete deciso di partecipare al Pronto chi Kanta?Live Contest? Pensavate di potere vincere?

Abbiamo partecipato al Pronto chi kanta un po’ per caso; innanzitutto per suonare dal vivo, cosa che ci piace tanto fare, e poi conosciamo Dejan, siamo amici su my space.

A dir la verita’ eravamo scettici sulla nostra eventuale vittoria, non tanto per la bravura ma per i gusti musicali dell’eventuale giuria; Facciamo un genere di musica non ben definita e non comune, abbiamo influenze varie sempre nell’ambito rock ma a volte di nicchia; passiamo da quello dei primi anni ‘ 60 al punk ‘ 77, vivendo in prima persona le successive tendenze musicali

  • Per quale motivo vi fate chiamare “ I Magneti”?

Il nome  voleva richiamare una moda del beat italiano anni ’60, dove con  magneti si intendeva principalmente i pick up della chitarra il cui suono e’ predominante nel gruppo.

  • La band si è costituita nel 2007; avete cominciato sin da subito a comporre dei brani vostri o siete nati come Cover band?

Siamo tutti entrati negli anni “..anta” e abbiamo già avuto esperienze con altri gruppi.
Con gli impegni della vita ho tralasciato l’impegno musicale per un po’, continuando sempre  a suonare in casa. Ma tra lavoro e responsabilità mi mancava quella situazione di liberta’ e condivisione artistica che si trova in una band.
Da parte quindi avevo delle idee su brani che potevamo sviluppare insieme, partendo dalla nostra creativita’. Il nostro intento principale era cominciare con brani nostri inserendo poi con divertimento cover di cui eravamo affezzionati.Chiaramente ne venne fuori  una miscela delle nostre esperienze passate.

  • C’è qualche artista in particolare dal quale traete ispirazione per comporre i vostri brani?

E’ difficile pensare ad un gruppo solo di ispirazione per noi. Io posso dire che per me i Ramones sono tutto sommato cio’ che intendo come musica ma dovrei aggiungerne altri, come i Beatles, i Rollin’stones, i Buzzcocks, i Clash o gli Stoogees

  • Nel 2009 il vostro gruppo vede l’aggiunta di un bassista; questo nuovo elemento ha influenzato il vostro modo di comporre musica?

L’arrivo del bassista ci ha reso un gruppo magari meno originale,suonando prima con una chitarra baritona; siamo diventati però un gruppo piu’ completo.

  • Avete mai tenuto in considerazione l’idea di partecipare ad un talent show?

Per quanto riguarda il futuro vorremmo suonare sempre di piu’ ,anche se siamo un po’ sfiduciati riguardo le opportunità che questo mondo oggi così indifferente all’arte possa offrirci.
Per esempio un talent show suona piu’ come un business show ma…
“non dire fatto se il gatto non e’ nel sacco”

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Sante Alagia

Antonio Deodati e T.S.A. – seconda parte

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Come promesso Radiostar pubblica oggi la seconda parte dell’ intervista ad Antonio Deodati, produttore e arrangiatore, fondatore di T.S.A.

  • Collaborando con artisti italiani e stranieri sarai venuto a contatto con i mercati discografici dei vari paesi, hai notato differenze sostanziali tra le varie nazioni?

Certamente. Sia nella gestione del copyright (il diritto d’autore) che nel modo di affrontare il mercato. Una differenza sostanziale tra il mercato discografico italiano e quello degli altri paesi è la pirateria. In Italia arriva al 70%, in Gran Bretagna ad esempio raggiunge a stento il 10%; in UK gli sforzi dei discografici sono meglio ripagati.

Il problema è culturale purtroppo, noi Italiani (come accade anche in molti paesi poveri dell’est europeo) non siamo stati educati al rispetto dei principi del diritto d’autore e del lavoro necessario alla produzione di un disco. Molti non pensano che sia giusto ripagare gli autori, i musicisti, gli artisti e tutti coloro che partecipano alla realizzazione di un disco. Invece quando scarico un mp3 o duplico un cd è come se rubassi qualcosa al supermercato. Inoltre riteniamo giusto lamentarsi se un Cd costa 20 euro, ma più o meno equivale al costo di una cena. Produrre un album richiede un grande lavoro che coinvolge molte persone, dai musicisti al produttore, dal discografico ai grafici; tutto in venti euro (spesso di meno). La sola differenza con la cena è che il Cd lo puoi ascoltare tantissime volte!

In Italia la legge tutela il diritto d’autore individuò alla sua nascita la SIAE come unico ente a protezione dei diritti degli autori ed editori. Negli ultimi tempi però una nuova legge ha permesso la liberalizzazione del mercato, come avviene nelle altre nazioni del mondo.

Molti credono che l’elevato costo dell’album sia dovuto al bollino SIAE, ma quest’ ultimo costa soltanto solo 0,90 euro. Molti pensano che il cd per la sua facile riproducibilità, potrebbe essere un oggetto promozionale, potrebbe essere compreso nel biglietto dei concerti o regalato come promozione artistica sulle riviste.

  • La pirateria può essere un freno per il mercato discografico italiano? È questo uno dei motivi per il quale gli artisti sono reticenti a produrre un disco?

La tecnologia è aumentata notevolmente negli ultimi anni, noi produttori con un investimento di poche decine di migliaia di euro possiamo avere un prodotto di qualità elevata. Diciamo che c’è stata un’inflazione anche nella produzione e la qualità si è talvolta abbassata a causa di moltissimi dilettanti che si accostano ai software musicali scaricati da emule. Ma c’è sempre differenza con i professionisti formati i quali sono in modo appropriato e dedicano gran parte del loro tempo alla ricerca e allo studio.

Parallelamente però è aumentata anche la pirateria: oggi infatti è più semplice scambiarsi illegalmente la musica, un vinile per esempio non poteva essere replicato in casa e questo limitava enormemente i danni, le case discografiche investivano di più e nuovi artisti riuscivano a raggiungere il pubblico con qualità.

Poi c’è da considerare la falla nei meccanismi di diffusione della musica, di produzione del supporto; bisognerebbe trovare altri metodi per vendere la musica. Sarebbe un’idea ritornare alla vendita del vinile la cui qualità è molto migliorata. Inoltre ci sono sicuramente altri tipi di supporto per la musica, difficili da riprodurre, ma non si decide un cambio tecnologico nei supporti forse perché potrebbero essere comunque riversati sul cd. Insomma siamo in una brutta situazione.

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  • Qual è il ruolo delle Major nel mercato discografico? Quali rapporti hanno con i produttori?

L’ etichetta discografica è l’azienda che prende un prodotto discografico dal produttore (e ovviamente l’artista) e lo immette sul mercato, curando la promozione, la stampa e la distribuzione.

L’etichetta si mette in contatto con l’azienda che produce i supporti  per facilitare la diffusione, e con l’ufficio stampa per la promozione, oltre alle innumerevoli azioni di promozione che possono essere fatte..

Una major è tutto ciò messo insieme, le major sono quattro : Sony-Bmg, Emi, Universal e Warner, sono una multinazionali della discografia, ha varie sedi chiamate “consorelle” in tutto il mondo e grazie a ciò può facilmente distribuire un prodotto a livello planetario.  Hanno tantissime etichette all’interno, possiedono studi di registrazione, aziende di distribuzione, case editrici, uffici di promozione.

Noi produttori sono gli “ami da pesca” delle case discografiche. Questo è un compito davvero difficile da assolvere sia perché è una scommessa che facciamo a nostre spese, sia perché muoversi nell’affollato campo discografico non è affatto facile. Ma quando c’è la passione…

Sante Alagia

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Redazione 11 gennaio 2010 Archiviato in News, RadioblogNews, RadiostarTV | Nessun Commento »

Intervista ad Antonio Deodati, fondatore di T.S.A. – TOTAL SOUNDING AREA

Radiostar questo mese ha voluto intervistare un esperto del settore musicale, Antonio Deodati, produttore e arrangiatore lucano – fondatore di T.S.A. – TOTAL SOUNDING AREA.

Pubblichiamo oggi la prima parte della sua intervista

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ANTONIO, SPIEGACI INNANZITUTTO IL TUO MESTIERE

Sono musicista e autore di canzoni, insegnate di musica, ma la mia vera indole è quella di fare l’ arrangiatore e il produttore artistico. Scelgo insieme all’artista l’impatto sonoro e l’immagine che più si addice alla sua musica e, insieme al mio staff, faccio talent scouting attraverso myspace, il sito internet aziendale o in giro per i locali delle grandi città e nelle nostre zone, anche le e-mail che ricevo attraverso i siti internet specializzati sono un ottimo gancio per chi ci vuole contattare.

TI OCCUPI QUINDI DELL’ARTISTA A TUTTO TONDO

Sì, mi occupo di come l’artista si propone a livello comunicativo in senso più ampio; con i miei collaboratori curo le scelte di look e il tipo di canzoni che il musicista deve scegliere per il suo percorso artistico. E’ un lavoro di squadra. Uno staff di produzione cerca anche di far esprimere al massimo il talento dell’artista, capendone i suoi punti di forza e di debolezza, amplificando gli uni e nascondendo gli altri.

Bisogna cercare sempre un equilibrio tra l’essere artista e quello che il pubblico vuole. IL mio staff è fatto di esperti di comunicazione, di immagine e promoter oltre che ovviamente di producer, musicisti e autori. I miei più stretti collaboratori sono Pierpaolo Grezzi, che da Roma, si occupa della pianificazione della produzione, dell’ottimizzazione, in particolare con lui scegliamo un percorso preciso per l’artista. Mio fratello Marco Deodati è un valido musicista e coproduttore oltre ad essere un esperto di fotografia e di grafica; Orlando Conte, è un producer e dj, con lui mi occupo di scoprire i nuovi talenti, è il nostro occhio sul mercato e le nuove tendenze; M. Francesca Zizzari è il nostro jolly: si alterna tra i ruoli di consulente d’immagine, promoter e talent scout a Milano.

NEL 1999 NASCE T.S.A (TOTAL SOUNDING AREA), COSA TI HA SPINTO A CREARLA?

Senza dubbio la passione: ho incentrato tutta la mia vita sulla musica, sullo studio e la didattica musicale.

Ma mi sono anche concentrato sulla ricerca delle tecnologie legate alla produzione musicale, alla registrazione sonora, al videomaking e alla grafica. Anche per questo motivo la mia azienda si chiama  “TOTAL SOUNDING AREA”.

Concepisco la musica come una esperienza totale, per me è come un viaggio, ogni volta che lavoro ad un disco è una avventura diversa che coinvolge vari campi. Non ci si stanca mai! Ho fatto della musica come mio motivo di vita, mi interessa tutto ciò che la prevede come background, ma cerco comunque un equilibrio con la mia vita privata. Però fare un “mestiere” che piace è quasi come non lavorare…

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TI DEDICHI AD UN GENERE IN PARTICOLARE NELLE TUE PRODUZIONI? TI PIACE SPERIMENTARE?

Bisogna rispettare e valorizzare sempre l’indole e le aspirazioni dell’ artista.

Certamente mi contattano vengono da me per questo, oltre che per il modo meticoloso di fare le cose e l’originalità con cui le esprimo. L’esperienza dance degli inizi mi ha fatto capire che sperimentare è la sola strada per fare di una band o di un cantante un’artista.  L’intelligenza sta sempre nel saper bilanciare sperimentazione con funzionalità, anche nell’originalità di una nuova canzone.

DOPO VARIE COLLABORAZIONI CON ARTISTI ITALIANI, ULTIMAMENTE la T.S.A. HA COLLABORATO CON MARIE CLAIRE D’UBALDO, E’ STATA UNA ESPERIENZA INTERESSANTE?

La nostra più recente avventura è stata la collaborazione con una artista che è una vera cittadina del mondo, Marie Claire D’Ubaldo; figlia di padre francese di origini italiane, è nata in Argentina e ha vissuto dieci anni a Londra.

La T.S.A. ha prodotto nel pop e nella dance, per questo motivo siamo stati contattati per la produzione di  “The Rhythm is Magic 2009”, la versione remix del noto successo dance di Marie Claire D’Ubaldo, pezzo molto ballato negli anni ’90 e  colonna sonora del film “ Il Ciclone” di Leonardo Pieraccioni.

L’abbiamo prodotta in due versioni, una electro, in coproduzione con un team di nostri producer, The SkarfleX, che negli stores digitali è davvero molto apprezzata, e un’altra più acustica: la TSA version, dal sound inconsueto per un brano dance. Infatti  è composta in stile argentino e prevede l’ utilizzo di strumenti acustici come la fisarmonica e le percussioni tipiche del flamenco e del tango (cajon e nacchere per esempio).

La D’Ubaldo, pur essendo conosciuta per questa canzone, è una cantantautrice pop di grande prestigio, ha scritto melodie conosciutissime come Falling Into You, scritta per Celine Dion, One and One per Robert Miles e altre collaborazioni da compositore della parte vocale, tra le quali spiccano Enrique Iglesias, K D Lang, Belinda Carlisle, The Coors. La sua vera anima è questa e spesso le pesa l’etichetta dance. L’album del suo ritorno che è stato pensato proprio con quest’ottica.

Interamente registrato in acustico, in Songwritings & Duets (Part 1), ho coinvolto i miei musicisti migliori e in questa sede vorrei citarli tutti perché il loro impegno è stato totale: Daniele Marcante (chitarre), Cristian Paduano (Chitarre), Roberto Palladino (Batteria), Luigi Bloise (Fisarmonica), Mariantonietta Grisolia e Maria Concetta De Simone (Cori), Marco Deodati (Basso e Chitarre), Pierpaolo Grezzi (Percussioni orientali), Carmine Raimondi (Percussioni latine), Francesco Montebello (Timbales), Nicola Guida (Piano Elettrico), Orlando Conte ed io che ho suonato il piano, le tastiere, ed arrangiato gli archi, il mio assistente alla produzione è stato Orlando Conte. La produzione è durata circa otto mesi, registrando a Verona, Milano, Roma, Londra e Buenos Aires. Alcune parti del disco sono state coprodotte insieme a Shrikanth Sriram, un produttore indiano che ha lavorato anche con i Massive Attack.

La particolarità di questo album è il fatto di esser fatto di duetti proprio per sottolineare l’indole di autrice di Marie Claire. Abbiamo scelto con cura le  collaborazioni da inserire, alcune le teniamo in serbo per il secondo dei due album che sono stati pensati. Nel primo dei due album, edito da 1stPop e distribuito dalla Edel, Marie Claire duetta con Lola Ponce, vincitrice a Sanremo qualche anno fa, Dr Feelx, la voce di Chiambretti Night, il chitarrista di Ligabue e anche egli cantautore Federico Poggipollini, e ancora Gerardina Trovato in un brano in spagnolo e italiano unico nel suo genere, e ancora Laura Critchley (giovane cantante in classifica indie in UK). E’ stato un lavoro complesso, frutto di molte collaborazioni e nato qui in Italia, in Lucania, ma sarà pubblicato in vari paesi del mondo.

Questa è solo la prima parte, immaginiamo per l’anno prossimo una seconda parte.

Sante Alagia

TALENT SHOW, COSA NE PENSATE?

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Volevo proporvi i risultati di un sondaggio riguardo ai talent show, in particolare amici e x-factor; ma, forse perché ho proposto le domande in particolari giorni festivi o forse perché le ho proposte  a degli artisti che non hanno mai pensato di servirsi di uno show televisivo per raggiungere il successo musicale, ho ricevuto pochissime (soltanto una) risposte.

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I talent show sono una piattaforma per chi non è ancora riuscito ad emergere oppure per chi non ha ancora un’idea precisa di cosa sia la musica.

Fare musica, scrivere delle note, scrivere un testo e dare anche una giusta interpretazione sul palco non è dare e fare spettacolo come invece lasciano intendere questi programmi.

Alle persone che ne fanno uso, e che quindi vogliono in qualche modo diventare artisti, viene insegnato un modo di fare e vedere la musica del tutto discutibile.

Il cantante (x-factor) è costretto anche a vestire in un determinato modo e a muoversi, cioè a esibirsi sul palco in un vero e proprio show dove la voce e il talento interpretativo musicale non sono più necessari e sufficienti.

Forse si vuole creare solo una pop-star, un artista che per definizione non deve essere importante, che deve cantare qualcosa che piaccia a tutti, qualcosa di facile; in più vengono trasmessi in tv e non solo una volta a settimana quasi come a voler insegnare a tutti qualcosa.

Il male peggiore è la poca importanza data alla musica in questi programmi, sono solo degli show televisivi e devo sottostare a delle regole, devono fare spettacolo in tutti i modi possibili, usando anche delle finte discussioni e liti che ora vanno tanto di moda.

Concludo con l’unica risposta che mi è arrivata al sondaggio, è una sorta di speranza: chi ha talento può dimostrarlo anche senza partecipare ai talent show….speriamo (aggiungo io)

EGIDIO IELPO