Pronto Chi Kanta? Live Contest – 28 Gennaio 2010

M&V 2009
I vincitori del Pronto Chi Kanta? Live Contest tenutosi il 28 Gennaio 2009 presso L’ Aran Pub di Roma sono la band “ Manolo & Vintage”.
Radiostar ha voluto discutere con il gruppo del loro progetto musicale.

Per quale motivo avete deciso di partecipare al Pronto chi Kanta? Live Contest?
Ci sembrava una cosa onesta. Il settore musicale è pieno di finti concorsi e manifestazioni succhia soldi. Pronto chi kanta, nonostante la sua semplicità, ci sembrava una cosa chiara e trasparente…e poi, la “sfida” fa sempre un po’ gola…
Pensavate di potere vincere?
Senza presunzione, senza nulla togliere alla bravura degli altri gruppi in gara e con una discreta sicurezza dell’impatto che abbiamo sul pubblico, pensavamo di si!
Il vostro progetto musicale parte nel 2003, avevate già composto dei brani o siete partiti come Cover Band?
Manolo&Vintage, che con il tempo stiamo trasformando in Vintage Factory, nasce direttamente come progetto di musica originale. Ognuno di noi veniva da varie esperienze musicali, ma in questo caso, l’idea di fare musica originale l’avevo ben chiara e fortunatamente, ho trovato chi condivideva questo mio pensiero.
A quale genere musicale ritenete di appartenere?
Probabilmente il Blues è quello che più ci identifica, ma non credo si possa parlare solo di Blues. Nei nostri brani e nella nostra musica, ci sono molte sfumature, vicine al Blues quanto alla musica d’autore Italiana. Inoltre il nostro progetto, propone musica nuova come nessun altro gruppo sul mercato fa…chissà che non stiamo inventando un nuovo genere?!
Chi scrive i testi delle vostre canzoni?
I testi come le musiche li scrivo io, ma mi piace sapere gli altri cosa ne pensano e se necessario, cerchiamo di trovare un qualcosa che “suoni” bene per tutti.
Lavorate tutti con la musica o svolgete altre professioni?
Io, ho un piccolo impiego come educatore in una scuola professionale, ma lavoro poche ore e non tutti i giorni. Il resto del tempo lo dedico alla musica, sia con alcune lezioni di chitarra e sia con il curare il nostro progetto. Gaetano, il batterista, insegna in alcune scuole di musica e Matteo, il bassista, lavora come ferrotranviere nelle metropolitane di Roma.
Che cosa significa per voi fare musica?
Per noi fare Musica è prima di tutto Viverla. La Musica non si fa, la Musica si Vive. Se vuoi dare qualche cosa agli altri, qualunque sentimento esso sia, non puoi essere un superficiale, ma al contrario, nella Musica devi metterci te stesso, la tua Vita, il tuo stupore e le tue incazzature… la Musica è Vita!

Quale messaggio volete trasmettere agli ascoltatori tramite i vostri brani?
Nelle nostre canzoni si trattano molti argomenti. Quello che vogliamo far capire, se proprio dobbiamo trovare un filo conduttore, è che non bisogna accontentarsi, non bisogna vivere nella mediocrità ma al contrario, bisogna cercare di essere veri, onesti, coraggiosi…fichi di marzo, insoliti e unici.
Vi piace sperimentare nelle vostre produzioni? Avete un modello di riferimento?
Diciamo che io, sono quello un po’ più legato alla tradizione e al Vintage. Matteo e Tano spaziano un po’ di più e forse, è proprio questo quello che rende la nostra musica particolare e unica.
Un genere musicale come il vostro è apprezzato in Italia?
Credo che per il Blues e il Rock n’ roll, ci sia sempre spazio, ma come ti dicevo prima, noi apparteniamo a qualcosa di nuovo. Il cantare in Italiano su strutture tipicamente d’oltre oceano è un po’ la nostra sfida e ci auguriamo che il nostro paese possa apprezzarci anche per questo. Dalla gente raccogliamo molti consensi…ma ci vorrebbe qualche discografico tra il nostro pubblico!
Parlateci del vostro ultimo disco
Il nostro disco è un biglietto da Visita. All’interno si possono trovare foto, testi e un video di 25 minuti. La scelta di far uscire un cd+dvd interamente autoprodotto è stata fatta faticosa, ma credo ne sia valsa la pena. In questi giorni stiamo lavorando al nostro nuovo lavoro e possiamo solo anticiparvi che sarà un disco di puro Rock Blues nostrano.
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Sante Alagia

Apologia del Talent show

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Avrei dovuto esporre i risultati di un sondaggio condotto su 20 artisti iscritti al sito di Radiostar. La domanda del sondaggio era finalizzata a capire che cosa ne pensano gli artisti emergenti dei talent show. Purtroppo ho ricevuto una sola risposta.
Non potendo ,quindi, essere in grado di esprimere un’opinione che segua un certo criterio di oggettività, ho cercato di trarre informazioni dai forum dedicati ai talent show italiani. Non c’è dubbio che il popolo italiano ami e segua con interesse programmi come Amici ed X Factor , vista la loro resistenza nel palinsesto televisivo ( amici andò in onda per la prima volta nel 2001) favoriti anche dal loro posizionamento quasi sempre in prima serata e in giorni strategici.
Quello che più mi colpisce dei commenti che ho letto è che, oltre al commento artistico, si aggiunge un commento riguardante l’aspetto fisico e caratteriale dell’artista. A scegliere il vincitore di un programma non è infatti una giuria tecnica ma il televoto del pubblico. Ciò fa sì che a prevalere non sia il talento (qualora per talento si intenda una capacità tecnica) ma il personaggio. Il carisma, l’aspetto fisico, la capacità di fare spettacolo più che le capacità artistiche sono al centro di questi programmi Tv. Spettacolarizzazione che viene anche dalla trasformazione dei giudizi tecnici in pure polemiche .
In particolare ho avuto la possibilità di consultare un forum in cui si discuteva sulla effettiva utilità dei talent show visto il successo ottenuto da alcuni dei partecipanti a questi: Leona Lewis che ha vinto X factor nella versione inglese, Giusy Ferreri (uscita da X factor), Marco Carta uscito dalla scuola di « Amici ».Molti dei partecipanti alla discussione hanno sottolineato come questi programmi si pongano come un ottimo trampolino di lancio attraverso cui si conquista una certa visibilità; rendono i partecipanti più appetibili per le grandi case discografiche e favoriscono un continuo ricambio degli artisti. Altri sottolineano come nei talent show propongano solo generi musicali popolari o che comunque abbiano un forte riscontro sul pubblico di massa. Si nega la possibilità di accesso a generi diversi che pur non avendo molta visibilità televisiva sono invece ascoltati da molte persone. Si riscontra la difficoltà in Italia di farsi strada se non si fa musica commerciale.
I talent show, dunque, più che proporre nuovi artisti, propongono nuovi volti che non producono cambiamenti del mondo della musica ma assicurano il mantenimento dello status quo. Questo è testimoniato dal fatto che molti dei partecipanti rimangono sulla cresta dell’onda per un anno fino a quando non vengono dimenticati dal pubblico che cercherà il suo idolo tra i nuovi protagonisti del programma.
Noi di Radiostar ci proponiamo di dar voce e visibilità a gruppi e artisti emergenti. Quelle persone che ancora si riuniscono in un garage per fare musica e che cercano di emergere non come personaggi ma per il loro prodotto artistico. Coloro che considerano la musica come mezzo di espressione; un mezzo attraverso il quale trasmettere la loro lettura della realtà.
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Domenica Donato

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Redazione 24 febbraio 2010 Archiviato in News, RadioblogNews, RadiostarTV, Redazione | Nessun Commento »

Pronto Chi Kanta? Spacca il silenzio

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La puntata odierna del Pronto Chi Kanta è dedicata a “Spacca il silenzio”, trio campano composto dai due fratelli napoletani Luigi e Feliciano Grella, e dal batterista Cristiano Delfino.
Il gruppo si distingue per un sound marcatamente acustico, ma non necessariamente soffice e delicato. La loro scommessa sta nell’esprimere energia senza abusare dell’amplificazione.
Nel loro stile si percepisce la fusione di tre generi distinti tra loro ma avvicinabili, come il Rock, il Jazz e il Rap.
Il titolo del brano presentato è “Da questo muro”, alla sua produzione ha collaborato, in veste di clarinettista, Lucio Dalla.
Tra gli ospiti della Puntata odierna Fabiano Reffe, concorrente della sesta edizione del Grande Fratello e di Uomini e Donne, trasmissione televisiva condotta da Maria De Filippi.
Fabiano Reffe, meglio conosciuto come Fefè, è l’ennesima versione di Pietro Taricone, mattatore della prima versione del Grande Fratello.
Nasce a Frosinone il 29 novembre 1980 e vive a Ceccano, un paese del basso Lazio.
Atletico e muscoloso ha ben 5 tatuaggi disegnati dagli artisti del tattoo sui suoi muscoli. Tra i più particolari e inaspettati, un’immagine di Padre Pio sull’avambraccio sinistro, il suo nome scritto in carattere gotico sul destro e un paio di ali con una F a dividerle.
Caratterialmente Fabiano è un ragazzo molto impulsivo, ma nella casa del grande Fratello ha dimostrato un grande autocontrollo ad eccezione di qualche diverbio con alcuni inquilini. Ha dichiarato che la sua esperienza nella casa lo ha fatto maturare molto e il suo comportamento dà uno schiaffo morale a tutte le critiche che ha subito prima e dopo l’entrata nella casa.

Guardiamo il Video

Pronto Chi Kanta? Majestic Blast

La puntata di questa settimana del Pronto Chi Kanta? È dedicata ai Majestic Blast.
La canzone da loro presentata è Shitty Man.
I membri del gruppo si definiscono quattro simpatici e strani ragazzi dell’ entroterra romagnolo, super giovani e con tanta voglia di comporre buona musica.
Al loro primo ingresso nel mondo della musica i quattro si presentano con il nome di Majestic Mojo Jojo’s, cover band dedicata al genere Funk.
Successivamente cominceranno a produrre dei loro brani cambiando il nome del gruppo in Majestic Blast.
Tra gli ospiti della puntata uno degli autori del Festival di Sanremo, la più nota kermesse canora dedicata alla musica italiana.
L’edizione 2010 del Festival sarà ricca di novità, vedrà una competizione tra canzoni “nuove”, interpretate da 15 artisti famosi, una competizione tra canzoni interpretate da 8 artisti della sezione SANREMO NUOVA GENERAZIONE, e una SERATA EVENTO dedicata alla “leggenda” di Sanremo, durante la quale 8 grandi della musica italiana e internazionale saranno invitati a scegliere e interpretare, tra tutte le canzoni presentate nelle cinquantanove edizioni, quella da loro più amata.
Radiostar.tv come ogni anno sarà presente durante lo svolgimento del Festival e registrerà nella città dei fiori le puntate del “Pronto chi Kanta?”

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Redazione 15 febbraio 2010 Archiviato in News, RadioblogNews, RadiostarTV, Redazione | Nessun Commento »

Fattorie Musicali intervista Jenni Gandolfi

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Nell’era di internet accade di realizzare un’intervista a qualcuno che si trova all’altro capo dello Stivale, comodamente da casa propria. E più sorprendente è ciò che (con un pizzico di fortuna) ho trovato spulciando il database di Radiostar. Ad un tratto la mia attenzione cade su un nome. Leggo un po’ le info, ascolto i suoi brani e subito mi metto in contatto con quest’artista.
Ogni ulteriore preambolo è inutile, perché niente parla meglio delle risposte che Jenni Gandolfi ha dato alle mie domande. Quindi entriamo subito nel vivo dell’intervista.

• Allora Jenni, parlaci un po’ di te…

Sono nata a Mantova nel 1980 in una famiglia di contadini, grandi lavoratori. Mi sono diplomata nel ’99 al Liceo Psico-Pedagogico di Mantova. Per inseguire il mio sogno, faccio l’operaia 8 ore al giorno, dal lunedì al giovedì; il venerdì insegno canto ai ragazzi in una scuola e nel week-end mi esibisco in serate live, da sola o con musicisti professionisti. Nei ritagli di tempo scrivo canzoni e studio canto.

• Quando la musica è entrata a far parte della tua vita?
Ho iniziato a suonare il sax contralto all’età di 12 anni. Ero affascinata da questo strumento; ne ho portato avanti lo studio fino ai 19, quando il mio insegnante mi sentì canticchiare e mi mandò immediatamente a lezioni di canto dicendo che secondo lui avevo talento.
Fu così che nel 1999 intrapresi lo studio del Canto con il Soprano Lirico Giovanna Campanini.
Durante il primo anno prendevo lezioni di nascosto perché secondo la mia famiglia, per una materia “astratta” come la musica, erano soldi buttati. Data la mia grande passione ho sfidato mio padre andando controcorrente ed è così che è cominciato il mio cammino…

• C’è un tema ricorrente nelle tue canzoni, l’amore…
Quello che racconto nelle mie canzoni, sono temi quali la sofferenza, la gioia, la fede, la solitudine e l’ipocrisia; sono tratti da avvenimenti reali, che riguardano direttamente me o persone che ho incontrato nella mia vita di ogni giorno.
Tra questi temi, il più importante è sicuramente l’amore, che in senso lato li racchiude tutti in un cerchio. L’amore inteso in senso stretto invece, è stato ciò che più mi ha fatto soffrire nella vita: ho dovuto affrontare delle scelte importanti molto presto rispetto ai giovani d’oggi e lo sfogo si riverbera di conseguenza anche nei miei testi.

• Il 18 aprile 2009, data storica. Esce il tuo primo album di inediti: Crescere…
Sì. Una delle più grandi soddisfazioni a livello personale. E’ il frutto di tanto lavoro e sacrificio, perché non sono figlia, né parente di alcuna persona importante o benestante economicamente.
L’album è stato completamente autoprodotto. Per fortuna ho trovato dei musicisti che mi hanno aiutata e hanno creduto nel mio progetto.

• Proprio in merito a questo tuo primo lavoro, un brano colpisce particolarmente, proprio quello che dà il titolo all’intero album. Com’è nato “Crescere”?
La canzone “Crescere” l’ho dedicata a mio padre, perché ora che non sono più “un’adolescente ribelle” capisco quanti errori si sarebbero evitati se lo avessi ascoltato un po’ di più.

• Dal 2006 hai iniziato una serie di esibizioni live in giro per la Lombardia: cosa conservi di quelle serate?
Tanta tanta tanta esperienza, gavetta e la fortuna di aver lavorato con musicisti professionisti che mi hanno insegnato cos’è la professionalità nel nostro campo.

• Progetti per il futuro?
Sto lavorando sul mio prossimo album perché ho un sacco di brani inediti che sto ottimizzando insieme ai miei musicisti.
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Bene, ti ringrazio per il tempo concessomi; ti faccio i miei più cari auguri per il tuo futuro. Spero che continuerai a seguire i nostri progetti su Radiostar e su facebook.

Giuseppe Puppo

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Redazione 12 febbraio 2010 Archiviato in News, RadioblogNews, RadiostarTV, Redazione | Nessun Commento »

Pronto Chi Kanta? Live Contest – 22.12.2009

La puntata di questa settimana del Pronto Chi Kanta? Live Contest, tenutosi il 22 Dicembre presso L’Aran Pub di Roma, ha visto esibirsi sul palco tre artisti; Alberto Boni, i Punch in Mouth e i Telanera.
Ad aggiudicarsi il Groovino D’oro sono stati i Telanera, gruppo romano formatosi nel 2007.
Il loro progetto musicale nasce alla fine del 2007 da Gianluca Fanera (voce) e Andrea Laici (chitarra), insieme all’autore Claudio Cherubini (diplomato al C.E.T. nel 2008). Il vecchio gruppo al quale i tre facevano parte si era sciolto da poco, ma la loro vena compositiva non era intenzionata a fermarsi.
I Telanera hanno cosi deciso di dare vita ad un nuovo progetto artistico mettendosi alla ricerca di altri musicisti. La loro musica può essere classificata all’ interno del genere rock italiano, è caratterizzata da ballate di grande intensità alternate a pezzi più tirati, che mantengono la componente melodica. Appena nata la nuova formazione hanno subito avuto subito la possibilità di fare un paio di concerti, da quel momento in poi hanno deciso di non fermarsi mai!

Ascoltiamo la loro performance al Pronto Chi Kanta? Live Contest

..A DICEMBRE L’ABRUZZO SI ACCENDE!!!!!!!

E’ l’undicesima edizione del concorso Premio nazionale “Un giorno insieme – Augusto Daolio 2009 – Città di Sulmona”, ad animare l’Abruzzo in questo finto inverno 2009.
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L’importante manifestazione si svolge in onore del cantante Augusto Daolio, primo leader dei Nomadi, che, oltre per la sua voce e per l’intensità della sua espressione, viene ricordato per il suo grande carisma.
Muore nel 1992 per un cancro ai polmoni.
I finalisti scelti dalla commissione artistica, provenienti da tutta Italia, si sono esibiti nella serata del 27 Dicembre nel Teatro Comunale “Maria Caniglia”, mentre nella serata del 28 si è potuto assistere al concerto dei Nomadi e successivamente alla cerimonia di premiazione, con la presenza di Rosanna Fantuzzi, compagna di Augusto e presidente dell’Associazione Augusto per la vita, che ha visto aggiudicarsi la vittoria al gruppo “Eugenio Solla & Capri Band” di Capri che si è contraddistinto per un’originale alchimia di stili che riconducono alla canzone d’autore; medaglia d’argento per i “Lalla into the garden” da Palermo dove la voce di Laura Campisi ha incantato tutti, mentre al terzo posto si è piazzata la cantautrice dalle sfumature jazz di Roma, Federica Baioni.
Il premio “Miglior Voce”, quest’anno dedicato alla memoria dell’aquilana Alessandra Cora, è stato assegnato a Clotilde Buondonno di San Nicola Arcella (CS); il “Premio della citica”, assegnato dai giornalisti musicali, lo vince invece il cantautore Paolo Fiorucci di Chieti.
Sono stati assegnati premi speciali anche a Giovanna Darzi di Parma per la miglior musica, a Virginia Morrea di Roma per la miglior tecnica e infine miglior testo ai Menagement del Dolore Post – Operatorio di Lanciano.
Per il vincitore ci sarà la possibilità di esibirsi nel mese di Febbraio 2010 al “Tributo ad Augusto – Nomadincontro” a Novellara (RE), alla presenza di importanti artisti della musica italiana, di esponenti dell’industria discografica e dei Nomadi.
L’arduo compito di valutare gli artisti è stato assegnato alla giuria presieduta dall’autore Andrea lo Vecchio, e composta tra gli altri, dai direttori delle riviste“Raro!” ed “Emozioni”, Fernando Fratarcangeli, dal giornalista di Musicanews.com Alessandro Sgritta e dal musicologo Paolo Talanca.
Il risultato del concorso è stato, come sempre, un ottima qualità degli artisti e una buona organizzazione delle serate.
Un premio di grande importanza, assegnato in memoria di un’artista con l’”A” maiuscola, ed è proprio per questo motivo che voglio concludere con uno dei suoi pensieri che più mi ha colpito:
“Ho molti amici pittori, scultori, grafici. Ognuno di loro mi regala qualcosa, mi fa entrare nell’intimità degli studi odorosi d’olio di lino e di acquaragia, mi fa partecipe di quella strana magia alchemica. Ho pochi amici cantanti e musicisti, e non so perché. Forse per la loro poca passione per i fatti della vita, quando sembrano preoccupati solo del successo, dell’ultimo album, e quando non sono al centro dell’attenzione dormono moltissimo, come le ballerine. Cosa che mi distingue da loro decisamente.”
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Sabrina Carlomagno

Pronto chi kanta? Alessandro Bellati

La puntata di questa settimana del Pronto Chi Kanta? È dedicata al cantautore piemontese Alessandro Bellati.

Il titolo del brano proposto è Monnalisa. La canzone, in occasione della finale del Cantagiro 2008, svoltosi a Fiuggi, è stata premiata come Miglior colonna sonora per il film “La guerra dei corti”, attualmente in programmazione in Italia.

Monnalisa diventa inoltre il singolo della Compilation CANTAGIRO 2008, permettendo all’ artista di farsi conoscere anche all’ estero.
Ma Alessandro Bellati vanta soprattutto una importante collaborazione con Tullio De Piscopo, avendo scritto per lui quattro canzoni per “Bona Jurnata”, l’ultimo cd del noto musicista napoletano.

Ospiti della puntata odierna sono Lucio Caizzi,Manlio Dovì, Roberta Giarrusso, ,Fernando Capecchi, Solange, Manuela Aureli.


Manuela Aureli, nata a Terni il 27 Maggio 1973, è nota al grande pubblico per il suo ruolo di imitatrice.

A cinque anni Manuela dice ai suoi genitori che da grande andrà in televisione.Il padre è solito risponderle: “Sì, certo, se fai un attentato”. In realtà il piccolo schermo lo raggiunge davvero e anche presto. La sua voce può passare senza cadute di tono dagli alti ai bassi, questo le permette di interpretare facilmente sia le voci maschili che femminili.

Manuela ha ormai all’attivo più di quaranta caratterizzazioni. Ha ricevuto la “consacrazione ufficiale” a “CARRAMBA CHE FORTUNA” dove ha imitato in maniera superlativa Raffaella Carrà. Per anni ospite alle trasmissioni di Maurizio Costanzo è ora una presenza costante della trasmissione Domenica IN, in onda su Raiuno.


Guarda il video della puntata

Sting, il cantore dell’inverno

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Continua il viaggio indietro nel tempo del menestrello Gordon Matthew Thomas Sumner, conosciuto ai più con lo pseudonimo di Sting. Prosegue la sua camminata tra le mura medievali, intrapresa con Songs of the labyrinth, il precedente lavoro uscito nel 2006. Questa sensazione di continuità giunge alle orecchie quando si ascolta Gabriel’s message, prima traccia del suo ultimo album, If on a Winter’s night, uscito nei negozi il 23 ottobre scorso.

La percezione iniziale è confermata dall’intero album, che ai più è parso come la naturale prosecuzione dell’opera pubblicata 3 anni addietro. Una sfida nuova quella intrapresa dall’artista inglese negli ultimi anni, che reinventa in chiave pop brani della cultura medievale inglese ed irlandese. Dopo averci deliziato con le musiche del famoso liutista del XVI sec. John Dowland, in questi nuovi brani Sting ci dona una soave ode in favore della sua stagione preferita, l’inverno.

If on a Winter’s night è stato registrato in Italia, nel febbraio dello scorso anno, presso la villa di proprietà del cantante, sita nel suggestivo scenario delle colline toscane. A viaggiare con la mente, mentre le delicate note carezzano le orecchie, si possono vedere Sting e i suoi musicisti, infreddoliti intorno al camino nella sua magione toscana, gli strumenti sparsi nella stanza, le tazze di tè fumante tra le mani mentre fuori infuria l’inverno (è lui stesso a descrivere la scena nel suo blog su MySpace), e suonano sorde e limpide le campane di Christmas at sea, in una gelida mattina di fine dicembre. Poi giunge l’ora del pranzo, ma quello che ci viene offerto è cibo per l’anima, una Soul cake, che benedica i commensali presenti al banchetto nel giorno di festa. Questo è il primo singolo dell’album, uno degli inediti (insieme a Lullaby for an anxious child e The hounds of Winter) che si affianca alle melodie augurali appartenenti al bagaglio di tradizioni della Gran Bretagna e dell’Irlanda, rivisitate e riarrangiate in chiave moderna.

Sembra distante un secolo lo Sting solista degli anni ’90, quello di Mad about you o di Desert Rose; addirittura di un’altra epoca quel giovane cantante che con i Police lanciava il suo “S.O.S. al mondo” con Message in a bottle, scioglieva i cuori con Every breath you take (sebbene il messaggio reale fosse ben diverso) e mandava in paranoia i giovani – in special guisa i fautori della prossemica (studio del significato che possono assumere, nella comunicazione umana, i gesti e le posizioni del corpo, i rapporti spaziali ecc. – n.d.r.) – con la sua Don’t stand so close to me.

Paradossalmente questo è il passato. Mr. Sumner oggi attinge a piene mani dalla storia medievale dell’arcipelago inglese, della sua terra d’origine, portandolo al nostro cospetto.

Da questo connubio tra antico e moderno scaturisce un prodotto nuovo e interessante. Valida alternativa agli ormai desueti e troppo abusati album di raccolte natalizie, che come ogni anno inondano gli scaffali dei negozi e farciscono le classifiche musicali di fine anno, lasciando in bocca l’amaro e suscitando un senso d’insoddisfazione e delusione in quanti invano cercano sempre qualcosa di nuovo. Ebbene la ricerca è finita. Quest’anno è lui, Sting, che dimessi gli abiti della popstar, veste quelli del cantore – con tanto di grigia barba folta – ed entra nelle nostre case, offrendoci in dono un pezzo di storia della sua terra, condita quel tanto che basta da una spolverata di 2000 ed un pizzico di musica pop.

Se in una notte d’inverno, il gelo vi sembrerà eterno, al fuoco di un camino – sorseggiando un goccio di vino – l’anima e il corpo si scalderanno ascoltando le amabili carole di If on a Winter’s night.

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If on a winter’s night – la track-list

1. Gabriel’s message

2. Soul cake

3. There is no rose of such virtue

4. The snow it melts the soonest

5. Christmas at sea

6. Lo how a rose e’er blooming

7. Cold song

8. The burning babe

9. Now winter comes slowly

10. The hounds of winter

11. Balulalow

12. Cherry tree carol

13. Lullaby for an anxious child

14. Hurdy gurdy man

15. You only cross my mind in winter

Giuseppe Puppo