Radiostar intervista i JunglaBeat

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I Jungla beat sono una tra le più innovative realtà musicali della scena hip-hop romana . La band fonde il rap con le tecniche del turntablism (scratch),e dello human beat box.

La composizione attuale è nata nel 2004 ed ha già all’ attivo numerosi live, un disco, un vinile appena in uscita e molti altri progetti paralleli .Ho parlato con dj Fuzzten alla presentazione del nuovo LP ”STATO DI MINACCIA” realizzato insieme ai Ganjafarm .

- La vostra formazione comprende tutte le sfumature sonore della cultura hip hop: il rap, il beatmaking, il turntablism e lo human beatbox. Come si è venuta a creare questa crew?

JunglaBeat è una formazione che si è strutturata nel tempo. Inizialmente Daniel ha cominciato a fare beats e Indo a rappare su quelle basi, poi mi sono aggiunto io ai giradischi; nel frattempo la crew si è allargata, Jack ed io avevamo già dei progetti in comune basati sulla turntables orchestra, più dj che suonano assieme i giradischi. Abbiamo avuto una buona idea: quella di suonare i giradischi per il nostro rapper piuttosto che ridurci a semplici riproduttori di musica preconfezionata .Con l’arrivo di emos, mostro dello human beatboxer, abbiamo chiuso il cerchio. A differenza di molte realtà hip hop non ci limitiamo a schiacciare play su un cd player…noi la musica la suoniamo!

- A differenza di molti rapper, nei vostri testi si può leggere una critica della società senza mai scadere nella banalità e nei luoghi comuni di certo rap .Forse, a livello commerciale, sarebbe stato più facile continuare con il solito stereotipo .I vostri testi quindi si possono considerare “militanti”?

Sicuramente il clichè dominante dei rappers duri puri e criminali non ci appartiene. E’ probabile che la nostra scelta non paghi a livello commerciale ma la cosa non ci tocca. Noi abbiamo una percorso da affrontare, delle cose da dire, delle musiche da fare e da fare ascoltare, il resto verrà da se e verrà al di là di quello che viene comunemente definito successo commerciale .Per quanto riguarda i testi, non siamo noi a dover dire se i nostri sono militanti o meno. Noi ci limitiamo a registrare quello che è sotto gli occhi di tutti, le assurdità e le contraddizioni del nuovo millennio sono palesi .Se la critica al sistema di cose attuale viene considerata militanza, allora sì siamo militanti.

- La vostra prima uscita discografica è stata attraverso il disco “CREAZIONE/DISTRUZIONE”. Per l’ultima “Stato di Minaccia” avete il scelto il vinile 12″ a tiratura limitata .Perche questa scelta? è rivolto ad un pubblico di nicchia?

No. La nostra musica non vuole essere musica di nicchia a tutti i costi. tutte le nostre uscite musicali si possono scaricare gratuitamente dal nostro sito internet www.junglabeat.it .Inoltre, è palese che il supporto fisico per la musica è un animale in via d’estinzione .Facciamo i vinili perche del vinile ci piace la
forma, l’odore, il fatto che un disco si consumi sotto la puntina è un valore aggiunto per noi feticisti del vinile. Poi noi i vinili li usiamo, li manipoliamo con le tecniche di scratch e cutting , sono le corde delle nostre chitarre.

- Come nasce la collaborazione con il gruppo napoletano ganjafarm ?
Ganjafarm in primo luogo è una realtà musicale autentica. Testi mai banali, metriche perfette e attimi che rasentano la poesia; siamo sempre stati dei veri fan di ganjafarm, li abbiamo voluti sul nostro palco più volte inizialmente per motivi di pura stima artistica, loro hanno fatto altrettanto…tra tutti noi è nata una grande amicizia e da lì al sodalizio artistico c’è voluto un attimo.

- Dove possiamo trovare il vostro primo album e quest’ultimo 12 pollici in vinile?
Trovate la quasi totalità dei pezzi in download gratuito su www.junglabeat.it
se ci volete supportare comprando la nostra musica potete trovare i cd e il 12″ a tutti i concerti live di Junglabeat e di Ganjafarm ad un prezzo speciale o potete ordinarli scrivendo a junglabeat[@]hotmail.com
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Lucia Emiliani

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Redazione 11 marzo 2010 Archiviato in News, RadioblogNews, RadiostarTV, Redazione | Nessun Commento »

Fattorie Musicali intervista Jenni Gandolfi

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Nell’era di internet accade di realizzare un’intervista a qualcuno che si trova all’altro capo dello Stivale, comodamente da casa propria. E più sorprendente è ciò che (con un pizzico di fortuna) ho trovato spulciando il database di Radiostar. Ad un tratto la mia attenzione cade su un nome. Leggo un po’ le info, ascolto i suoi brani e subito mi metto in contatto con quest’artista.
Ogni ulteriore preambolo è inutile, perché niente parla meglio delle risposte che Jenni Gandolfi ha dato alle mie domande. Quindi entriamo subito nel vivo dell’intervista.

• Allora Jenni, parlaci un po’ di te…

Sono nata a Mantova nel 1980 in una famiglia di contadini, grandi lavoratori. Mi sono diplomata nel ’99 al Liceo Psico-Pedagogico di Mantova. Per inseguire il mio sogno, faccio l’operaia 8 ore al giorno, dal lunedì al giovedì; il venerdì insegno canto ai ragazzi in una scuola e nel week-end mi esibisco in serate live, da sola o con musicisti professionisti. Nei ritagli di tempo scrivo canzoni e studio canto.

• Quando la musica è entrata a far parte della tua vita?
Ho iniziato a suonare il sax contralto all’età di 12 anni. Ero affascinata da questo strumento; ne ho portato avanti lo studio fino ai 19, quando il mio insegnante mi sentì canticchiare e mi mandò immediatamente a lezioni di canto dicendo che secondo lui avevo talento.
Fu così che nel 1999 intrapresi lo studio del Canto con il Soprano Lirico Giovanna Campanini.
Durante il primo anno prendevo lezioni di nascosto perché secondo la mia famiglia, per una materia “astratta” come la musica, erano soldi buttati. Data la mia grande passione ho sfidato mio padre andando controcorrente ed è così che è cominciato il mio cammino…

• C’è un tema ricorrente nelle tue canzoni, l’amore…
Quello che racconto nelle mie canzoni, sono temi quali la sofferenza, la gioia, la fede, la solitudine e l’ipocrisia; sono tratti da avvenimenti reali, che riguardano direttamente me o persone che ho incontrato nella mia vita di ogni giorno.
Tra questi temi, il più importante è sicuramente l’amore, che in senso lato li racchiude tutti in un cerchio. L’amore inteso in senso stretto invece, è stato ciò che più mi ha fatto soffrire nella vita: ho dovuto affrontare delle scelte importanti molto presto rispetto ai giovani d’oggi e lo sfogo si riverbera di conseguenza anche nei miei testi.

• Il 18 aprile 2009, data storica. Esce il tuo primo album di inediti: Crescere…
Sì. Una delle più grandi soddisfazioni a livello personale. E’ il frutto di tanto lavoro e sacrificio, perché non sono figlia, né parente di alcuna persona importante o benestante economicamente.
L’album è stato completamente autoprodotto. Per fortuna ho trovato dei musicisti che mi hanno aiutata e hanno creduto nel mio progetto.

• Proprio in merito a questo tuo primo lavoro, un brano colpisce particolarmente, proprio quello che dà il titolo all’intero album. Com’è nato “Crescere”?
La canzone “Crescere” l’ho dedicata a mio padre, perché ora che non sono più “un’adolescente ribelle” capisco quanti errori si sarebbero evitati se lo avessi ascoltato un po’ di più.

• Dal 2006 hai iniziato una serie di esibizioni live in giro per la Lombardia: cosa conservi di quelle serate?
Tanta tanta tanta esperienza, gavetta e la fortuna di aver lavorato con musicisti professionisti che mi hanno insegnato cos’è la professionalità nel nostro campo.

• Progetti per il futuro?
Sto lavorando sul mio prossimo album perché ho un sacco di brani inediti che sto ottimizzando insieme ai miei musicisti.
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Bene, ti ringrazio per il tempo concessomi; ti faccio i miei più cari auguri per il tuo futuro. Spero che continuerai a seguire i nostri progetti su Radiostar e su facebook.

Giuseppe Puppo

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Redazione 12 febbraio 2010 Archiviato in News, RadioblogNews, RadiostarTV, Redazione | Nessun Commento »

Gli STEREO PLASTICA presentano “ELEVEN”

STEREO PLASTICA – ELEVEN (Pirames International, 2009)

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Genere: Pop/Rock

Voto: 6,5/10

Gli Stereo Plastica, gruppo Rock nato nel 1998, hanno presentato nel mese di Ottobre il loro quarto lavoro “Eleven”.

Eleven (11), come gli anni della band e il numero dei brani dell’album. Undici brani diversi uno dall’altro, legati da una struttura non ben definita ma puntuale.

Nell’album non manca niente: si passa dalla ballata al brano pop (So), con intermezzi di chitarre funk e rock con la punta alta nel brano “Superficial”.

Il punto di forza dell’album è nei brani “Give It Up” e “Butterflies”, brani da concerto, estremamente coinvolgenti.

Si rifanno alla tradizione britannica senza nasconderlo, non è difficile trovare attinenze con gruppi come “Oasis” e “The Strokes”. Nel brano “Your Eyes” è facile andare lontano nel tempo, nella tradizione musicale britannica.

Nonostante l’album non presenti passaggi che verranno ricordati dalle orecchie più raffinate, ottiene il voto degli indecisi; facile e piacevole da ascoltare, frutto del buon lavoro fatto in studio grazie anche alla collaborazione con Fabrizio Chiapello (Baustelle, Subsonica).

E’ un album per tutti, qualsiasi gusto musicale voi abbiate.

TRACKLIST

  1. Blind
  2. Give It Up
  3. Butterflies
  4. The Last Time
  5. So
  6. Waste
  7. Superficial
  8. Shade
  9. Winnie
  10. Your Eyes
  11. Minor Needs

STEREO PLASTICA sono:

Raffaele Camanzo: voce

Walter Collina: basso

Andrea Morsero: batteria

Fabio Pastore: chitarra

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Egidio Ielpo

“This is campus…That’s UniSa!”

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L’università non è solo libri, studio, esami, e sudore, ma anche musica, arte, cultura e sport. Lo sa bene chi come me frequenta l’ateneo di Fisciano, dove sono sempre attenti alle tematiche che più attraggono i ragazzi; ne ha avuto l’ennesima riprova chi era nei paraggi, dal 6 all’8 ottobre, ed ha partecipato a “That’s UniSa! Campus da vivere”.

In questa tre giorni organizzata dalle associazioni studentesche universitarie – sotto la direzione di Daniele Milano – Piazza del Sapere, centro del plesso universitario, ha ospitato eventi culturali di vario genere, mostrando a quanti erano alle prese con corsi, esami e gruppi di studio, le potenzialità di una struttura costruita sul modello dei college americani: installazioni artistiche, mostre fotografiche, presentazioni di libri, incontri d’autore, ma soprattutto tanta musica.

La manifestazione s’è aperta alle 10:30 con una riflessione su Governance, didattica e diritto allo studio nelle università. La mattinata è poi proseguita all’esterno, con l’esibizione di alcuni gruppi emergenti, per poi sublimare con l’incontro d’autore del primo pomeriggio con i Marta sui Tubi.

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Seduti in circolo ai piedi del palco, alla presenza di don Gianni Citro (direttore artistico del Meeting del mare) che ha fatto da moderatore ad un incontro che sembrava una chiacchierata tra amici. Se non li conosci, non sai cosa stai perdendo. Io stesso avevo già sentito da tempo parlare di loro, ma li avevo snobbati. Quel martedì pomeriggio, in quella piazza, ho capito cosa m’ero perso. I Marta sui Tubi non sono il solito gruppo da panorama underground. Un successo accolto da pubblico e critica, un’etichetta indipendente, l’uscita del terzo album il 3 ottobre scorso; l’ampliamento del gruppo con l’entrata di due nuovi elementi, un tastierista ed un violoncellista. “Perché la scelta di un violoncello?” “Riesce a ricoprire delle sonorità che la chitarra lascia fuori”

Don Gianni rompe il ghiaccio con le prime domande: influenze artistiche, osservazioni sui testi, un breve fuoripista sulla religione; con un curioso aneddoto. Don Gianni racconta di come si sia servito delle parole di una loro canzone in un’omelia: “La paura degli esseri umani è paura di essere umani. Nietzsche diceva che Dio è morto, voi vi chiedete come sta.” – “Don Giovanni e San Giovanni” è il commento di Carmelo) – per poi passare alle domande dei presenti. Immancabile, come spiegherà proprio Giovanni, la domanda sull’origine del nome del gruppo. “Non significa niente, è un nome che c’è venuto così, una sera, seduti in un pub davanti ad un cartone di Tavernello, prima di un’esibizione. Ci piaceva l’idea di un nome di donna all’interno, come Alice in chains, o Jane’s addiction. Doveva essere un nome provvisorio, poi abbiamo visto che andava ed abbiamo deciso di tenerlo. Poi ci abbiamo costruito intorno questa storia, di una ragazza contesa, una lite in un cantiere (da qui i tubi) ed alla fine la riconciliazione dei due amici. Tempo dopo, sul forum, un ragazzo ci ha scritto che Marta sui tubi era l’anagramma de I masturbati…e ci poteva stare, d’altronde chi non l’ha fatto durante l’adolescenza? In seguito, è arrivato l’altro anagramma, Tamburi usati, che è diventato poi il nome della nostra etichetta discografica.”. Si parla poi del trasferimento al nord, della sua assoluta casualità, in contrapposizione al solito discorso della fuga da un sud che non offre occasioni di sbocco. Qualche altra domanda, tante risate, poi i nostri quattro eroi (assente giustificato Ivan Paolini, batterista del gruppo) si congedano, per potersi dedicare al sound check, in vista del grande evento serale.

La serata si apre con l’esibizione di tre gruppi emergenti, tra cui i “Controfase”, finalisti del Radiostar Music Live, tenutosi lo scorso anno a Maratea.

Poi arriva il momento clou della serata. Piazza del Sapere si riempie, un oceano di teste fluttuanti al ritmo della batteria di Carmelo, della voce potente che gioca un botta e risposta frenetico con violoncello, chitarra e tastiera. Energia pura sul palco, la luce della luna in alto e la nebbia artificiale ai loro piedi. Tutto è arte, tutto è poesia, anche il cavo del microfono che si agita irrequieto nell’aria e rovescia a terra un bicchiere di birra. Suoni e consigli nella notte universitaria, cercando di creare un contatto con gli astanti che trascendesse il piano musicale. E potete giurarci che ci sono riusciti anche stavolta, come si evince dai messaggi entusiasti lasciati su facebook, dalle oltre 100 date del loro precedente tour e dall’enorme successo riscosso dal tour iniziato il 21 agosto.

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That’s UniSa! Tutto questo (e molto altro) è l’università di Salerno. Dove un giorno puoi sostenere un esame, poi vai al bar, passi nella piazza e vieni rapito dall’atmosfera festosa, per poi ritrovarti la sera a saltare sotto ad un palco ascoltando bella musica!

Giuseppe Puppo

Foto di: Danila Taccone

Ecco Chiazzetta, il vincitore del Pronto chi Kanta?live contest

Il vincitore del “Pronto chi Kanta? Live contest” svoltosi presso l’Aran Pub di Roma il 12 Novembre 2009 è noto al pubblico con il nome di Chiazzetta.

L’artista nel 1999 parte con il suo progetto musicale, avvicinandosi sin da subito alle sonorità punk.

Radiostar ha voluto conoscerlo meglio.

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  • E’ stata una esperienza piacevole partecipare al “Pronto chi Kanta?Live contest”? Credevi di riuscire a vincere visto il talento degli altri artisti in competizione?

L’esperienza del “Pronto chi Kanta?” è stata simpatica. Io e la mia band in questo momento siamo in fase di riassestamento, abbiamo cambiato il tastierista e a dir la verità abbiamo utilizzato la serata come banco di prova per i nuovi pezzi. La possibilità di vincere non era proprio stata presa in considerazione, anche perché dalle votazioni popolari non mi era sembrato neanche di essere l’artista con la media più alta. Insomma, è stata una bella sorpresa.

  • Ti definisci “PUNKAUTORE”, potresti darci una definizione del termine?

Io principalmente sono un cantautore, però sono un cantautore incazzato, sia nella musica che nei testi. Negli anni ‘60 tutti i cantautori erano incazzati; se vivessi in quell’epoca sarei semplicemente “chiazzetta” il cantautore. Ma siccome al giorno d’oggi la figura del cantautore si è involuta nel “CANTAUTORE RAFFINATO” , che sostanzialmente fa musica leggera senza avere un vero e proprio messaggio, definirmi Punkautore serve semplicemente a riportare il tutto alle origini.

  • La tua musica è un mix tra due generi; assembla il punk alla tradizione cantautoriale italiana, a cosa è dovuta questa sperimentazione?

Non si tratta di una vera e propria sperimentazione, i giri di accordi dei cantautori sono gli stessi del punk melodico. Se uno prende un qualsiasi pezzo di guccini in maggiore e lo rifà pop-punk il risultato sarà molto simile a un pezzo mio.

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  • Ami definirti un SUPERANTIEROE, per nulla interessato ad apparire. Cosa ti ha portato a fare questa scelta?

All’inizio l’emarginazione era una condizione; per la mia esuberanza probabilmente non ero capito,sia alle scuole elementari che alle medie. Arrivato al liceo ero diventato un n.e.r.d..

Ad un certo punto tutti mi volevano portare a scegliere se essere una persona normale imperfetta o essere il re degli anormali. Ho scelto di essere Chiazzetta, ovvero uno anormale che vorrebbe essere normale, un super antieroe che gioisce dei suoi fallimenti, perché, paradossalmente servono ad imparare a diventare normale davvero.

  • Sulla tua pagina Myspace c’è scritto che al momento della nascita di Chiazzetta, nel 1999, c’era ancora qualcosa a cui ribellarsi. Contro cosa volevi protestare? Oggi non c’è più niente al quale ci si può opporre?

Diciamo che nel ‘99 ancora sembrava che una vita criminale, insita nella cultura punk, potesse rovesciare il mondo per poi crearne uno migliore.

Oggi è sempre più chiaro che sono i criminali che comandano, lo stato è un simbolo di amoralità; la vera ribellione è avere una propria morale e una propria coerenza a prescindere da quello che ti dice la tv

  • Tra il 2007 e il 2008 hai cominciato a riscuotere un notevole successo, partecipando a trasmissioni del calibro di Viva Radio 2 e il concerto del primo maggio a Roma. C’è stato qualche elemento che si è rivelato determinante per il tuo ingresso nel mondo “noto” ?

Poca gente si è accorta del mio passaggio. Suonare al concerto del primo maggio davanti a 500.000 persone è una cosa per la quale credo valga la pena vivere. Tuttavia non riesco a vivere con la musica.

Il mondo “noto” cambia idea molto facilmente, probabilmente nel 2008 qualche produttore discografico poteva essere interessato a me perché c’erano i Finley, che alla lontana avevano sonorità californiane simili alle mie ma che in sostanza facevano musica per bambini.

Ora io sto continuando a fare la mia cosa, se a qualcuno interessa bene.

  • C’è qualche artista al quale ti ispiri nel comporre i tuoi brani?

Sono cresciuto con de andrè e non penso che mi basti una vita per raggiungere la sua poesia. Guccini mi ha insegnato a parlare di cose tristissime, diversamente da come la tradizione sanremese ci ha insegnato.

Musicalmente i primi greenday e i nofx mi hanno dato quella carica un po’ isterica per stemperare il mio vittimismo rendendolo un po’ più ottimista.

  • In futuro proverai ulteriori sperimentazioni o rimarrai ancorato al genere da te definito “punkautoriale” ?

Ho ragioni di credere che continuerò su questa linea approfondendo ulteriormente la parte della musica d’autore legata a raccontare storie piuttosto che continuare a scriver in prima persona.

Sante Alagia

TALENT SHOW….COSA NE PENSATE??

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Un appuntamento immancabile è diventato quello con i Talent Show.

Negli ultimi anni hanno raggiunto un’importanza rilevante nel panorama televisivo e dello spettacolo.

Senza dubbio sono un palcoscenico notevole per chi vuole diventare qualcuno nel mondo della musica, dando una grande visibilità e accorciando così i tempi per la notorietà.

Ma i talenti emergenti, ovvero i “diretti interessati”.. cosa ne pensano??

Ho fatto qualche domanda ad alcuni cantanti cercando di capire il loro pensiero in merito all’argomento.

Naturalmente le opinioni sono diverse, ma tutte molto interessanti; c’è chi non ne può proprio fare a meno, li segue assiduamente e non perde occasione per partecipare ai provini, chi invece non li sopporta e crede che non possa esserci paragone con quelli americani, nettamente superiori!!

Si ha però la sensazione, come alcuni mi hanno fatto notare, che questi talent show sfornano tanti cantanti ma poca qualità, molti idoli per ragazzine ma pochi fenomeni musicali, e la domanda sorge spontanea… può durare tutto questo nel tempo??

Da riconoscere, però, che come in ogni cosa, anche i talent show hanno le loro eccezioni.

Rimane – comunque – in alcuni cantanti, una poca fiducia nei confronti di un programma televisivo. In generale, il pensiero comune è che chi davvero merita attenzione perché ha un talento considerevole non riesce ad affermarsi o a partecipare a questi show, perché magari non rientra nei parametri richiesti dal programma.

Purtroppo non si può ignorare che, parlando di televisione, l’auditel resta sempre e comunque un elemento determinate, tutto è vincolato agli indici d’ascolto e i ragazzi non riescono ad esprimere il loro vero talento.

Non si può tralasciare, però, una conseguenza di questa notorietà “lampo” che raggiungono i partecipanti ai talent show.

Indipendentemente dall’essere bravi o meno, diventa d’importanza cruciale il business che si crea intorno agli artisti . Le case discografiche sono le principali protagoniste di questo processo; puntano su coloro i quali, a loro parere, riescono a garantire la sicurezza di un’entrata monetaria senza un impegnativo investimento economico per la promozione del singolo e del disco.

Questo comporta una minore ricerca di ragazzi meritevoli da parte dei discografici.

I due talent show più in vista e di successo del momento si rivelano essere “Amici di Maria De Filippi” e X Factor.

A eccezione di qualche cantautore di parte è nettamente superiore la preferenza per il format prodotto daRai 2, giunto quest’anno alla 3° edizione. X-Factor è considerato meno dispersivo ma più centrato esclusivamente sui cantanti; da notare, però, che la classifica delle vendite dei dischi premia senza dubbio gli Amici di Maria…

A conclusione, ritengo che se questi talent permettono ad alcuni ragazzi di sperare in un sogno e perché no, magari di realizzarlo, che ben vengano, l’importante è non cadere nella banalità delle solite cose già viste, cercando di rendere quanto più possibile i ragazzi e la buona musica unici protagonisti.

Sabrina Carlomagno

Premio per videoclip emergenti

Ad apertura di questo mese di settembre 2008, vogliamo segnalare la prossima edizione del PVI – Premio Videoclip Italiano per la sezione emergenti.
Il bando permette la partecipazione a tutti i video realizzati con budget minimi, dando la possibilità anche alle opere realizzate “in casa” di avere una ulteriore vetrina.
Il PVI è oramai giunto alla decima edizione ed il termine ultimo per inviare il materiale è il 14 ottobre 2008.
Tutti i riferimenti del PVI li potete trovare a questo indirizzo:
http://www.rockol.it/PVI/default2.htm

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Redazione 4 settembre 2008 Archiviato in Concorsi, News, RadioblogNews | Nessun Commento »

Emergenti News: Nuovo singolo per KarimForMusic

“Noi umani”, è il nuovo singolo per Karim.

“… Noi umani, esploriamo mondi lontani, il nostro senso di evoluzione non so più chi di voi ha ragione…”

Ascolta il brano su Radiostar.it

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Redazione 27 maggio 2008 Archiviato in News, RadioblogNews | Nessun Commento »

Esperìa band al 2° Festival Francesca Monti

Gli Esperìa Band , quest’anno saranno ospiti del 2° Festival Francesca Monti 2008 in programmazione per il 24 Luglio 2008.

Riconoscimento importante per gli Esperìa band, che avvalora il loro progetto musicale.

Visita la scheda dell’artista su http://www.radiostar.it/esperiaband/

Esperia Band ad Alta Tensione!
Leggi l’intervista de “Il giornale delle donne” del 28.04.2008

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Redazione 23 maggio 2008 Archiviato in News, RadioblogNews | 1 Commento »

Il nostro festival : alcuni chiarimenti

In questi giorni stiamo contattando i ragazzi che hanno fatto la pre-iscrizione al festival.
Approfittiamo per dare alcune delucidazioni :
- la sola prescrizione fatta attraverso il sito, non da il diritto alla partecipazione, se non viene inviato tutto il materiale
- la quota di iscrizione viene pagata solo dopo che è stato valutato il materiale, ed avete ricevuto la comunicazione di passaggio del turno
- l’esibizione alle audizioni finali del 4 e 5 luglio, sono dal vivo, con il suo ausilio della base musicale del brano presentato
- l’età per i gruppi deve essere calcolata come età media dei componenti del gruppo, e tale media deve superare quella indicata nel regolamento
- la scadenza per l’invio del materiale è fissata per il 24.05.2008, salvo proroghe
Trovate tutto nella pagina del festival a questo indirizzo http://www.radiostar.it/festival/
Per altre informazioni scrivete a info@radiostar.it